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Nehemia, il prototipo del cristiano "perfetto"

E’ vero che la perfezione assoluta la si può raggiungere solo in cielo, ma esiste una perfezione relativa alla condizione di umanità in cui ci troviamo di cui Nehemia ci fornisce un valido esempio già nel capitolo 1 del suo libro biblico.

  • Nehemia era interessato alla sorte dei giudei scampati alla deportazione, pur essendo diventato il coppiere del re. Quanti credenti oggi che vivono nei paesi ricchi sono interessati alle vicende di Israele, della chiesa perseguitata e/o della chiesa missionaria?
  • Aveva compassione, per i suoi fratelli ridotti in miseria, e zelo per le mure distruttre
  • Digiunò e pregò. E’ interessante notare come la preghiera sia mossa dalla compassione, la quale nasce dall’interesse. La preghiera di Nehemia non era un semplice esercizio nè una sterile abitudine, ma un grido di un’anima disperata per una situazione complicata
  • A questo punto dobbiamo considerare l’intercessione, il prendersi carico di una causa e di una mancanza di qualcun’altro. Nehemia avrebbe potuto benissimo dire: “Per colpa degli errori dei miei padri, le nostre case sono distrutte ed io mi trovo qui a soddisfare il palato di uno straniero“. A lui non interessava la facile critica, piuttosto guardava avanti verso la soluzione del problema, la restaurazione
  • Conosceva la Parola di Dio e le sue promesse di perdono per chi ha l’umiltà di riconoscere i propri sbagli
  • Non aveva paura di perdere il suo status sociale e confidò con sincerità al re i motivi del suo malessere interiore
Essere e sembrare

Signore, permettici di essere dei Nehemia per questa generazione.

 

 

~ by Giovanni Cappellini on aprile 22, 2011 . Tagged: , , , , , , , , ,



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