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La sete di Dio nelle prove dell'uomo

Deep Thoughts and Work CompsRimango ogni volta stupito di quanto siano attuali i salmi. Oggi in particolare sono stato colpito dal salmo 42, quello che inizia con la splendida metafora della cerva che desidera i corsi d’acqua.

L’anima mia è assetata di Dio

Quanti di noi sono in questa condizione? Quanti di noi desiderano Dio con la disperazione tipica di un animale assetato costretto ad uscire dal suo habitat naturale e a rischiare qualsiasi cosa pur di trovare l’acqua? Quanti altri si sentono invece appagati da tradizioni religiose create dall’uomo per potersi sentire migliori di altri e poter mettere a tacere la coscienza? Le stesse tradizioni religiose che dicono che i miracoli servivano più ai personaggi della Bibbia che a noi, perché noi ormai abbiamo la “Scrittura in forma completa”? Eppure io più investigo le Scritture e più desidero vivere esperienze sovrannaturali! Pensate: le nostre belle Bibbie, con il bordo pagina dorato e le loro note un giorno o l’altro saranno distrutte, come tutte le cose di questo mondo. E’ il contenuto ciò che ci interessa e che ci fa vivere: senza lo Spirito la lettera è morta! Morta! Non è che per caso stiamo dando più importanza al contenitore che al contenuto e che stiamo cercando di dissetarci mangiando bottiglie di plastica vuote che una volta contenevano acqua?

Mi dicono continuamente: «Dov’è il tuo Dio?»

La traduzione inglese di questa frase, “Where is your God now”, viene usata in tante immagini surreali di Internet per prendere in giro Dio e chi ci crede. Ma come si può vedere, è un problema antico. Dio ha tanta pazienza, e Gesù è morto per tutti. Prendete come esempio Giuseppe. Egli era amato da suo padre Giacobbe, ma Giacobbe amava anche gli altri suoi figli. Quando Giuseppe venne venduto agli egiziani, dov’era Giacobbe suo padre? Ovviamente Dio è onnisciente e soffre nel vedere i propri figli soffrire. Ha gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male, ma dalle prove di Giuseppe è venuta la salvezza non solo per i figli di Israele ma per il mondo di quell’epoca! Allo stesso modo oggi dobbiamo sopportare gli scherni perché Dio è paziente verso coloro che periscono.

Ricordo con profonda commozione il tempo in cui camminavo con la folla verso la casa di Dio, tra i canti di gioia e di lode d’una moltitudine in festa. Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio

~ by Giovanni Cappellini on aprile 18, 2013 .



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