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La giustizia dei nostri tribunali e la pace di Cristo

«Ascoltate le cause dei vostri fratelli, e giudicate con giustizia le questioni che uno può avere con il fratello o con lo straniero che abita da lui. Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio; e le cause troppo difficili per voi le presenterete a me e io le ascolterò» Mosè, in Deuteronomio 1:16-17

los tribunales y apenas se ve el Consulado

“La legge è uguale per tutti” è un concetto che nasce nelle pagine della Parola di Dio. Siamo ancora lontani dal modello di giustizia divino di cui parla Mosè nel Deuteronomio. Figuriamoci quanto possiamo essere lontani da Dio stesso.

Certo, avere uno come Mosè a cui presentare le cause più difficili è una bella risorsa. Ma Mosè stesso profetizzò l’avvento di un profeta al quale avremmo dovuto dare ascolto. E questo profeta è Cristo.

Le parole di Gesù, contenute nei Vangeli, hanno il potere di risolvere immediatamente qualsiasi questione sociale e giuridica. Con una sola frase (“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”) venne evitata una condanna a morte. Con un auto-invito (“Scendi subito perché oggi devo fermarmi a casa tua”) venne smantellata quella che era l’equivalente di un’agenzia Equitalia a Gerico. Ma soprattutto con una sola legge si può sostituire l’intero codice civile e penale:

“Ama il tuo prossimo come te stesso”

Possiamo permetterci di ignorare le parole di Gesù? Apriamo il Vangelo e lasciamo che la pace celeste metta fine alle nostre questioni terrene.

~ by Giovanni Cappellini on maggio 11, 2013 . Tagged: ,



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