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Vedrai miracoli, se crederai

the last cult of EnglandI miracoli. La Bibbia ne è piena. Tutti ne vorrebbero vedere uno, ma molti cristiani sono morti senza avere avuto questo privilegio. Anzi, io ho visto anche cari credenti morire dopo aver detto che il Signore li aveva miracolosamente guariti.

Questo argomento è un vero nervo scoperto della chiesa e le opinioni in merito sono molteplici e contrastanti: proviamo ad analizzarle una ad una e vediamo se vi riconoscete in una di esse…

1. “Dopo la morte degli apostoli, non ci sono stati più miracoli. Ora abbiamo la Bibbia completa.”

Personalmente non sono d’accordo con questa affermazione. Gesù era ben più di una Bibbia completa, ma ha comunque compiuto dei miracoli durante il suo ministerio. Per quale motivo?

2. “I miracoli avvengono tutti i giorni. Non è un miracolo che ogni giorno ci alziamo dal letto?”

E’ lecito parlare di miracolo quando ci si trova di fronte ad alterazioni estemporanee delle leggi della scienza. Gesù camminò sulle acque infrangendo la legge di gravità, per esempio. Se tutto è un miracolo, allora niente è un miracolo.

3. “Noi non dobbiamo cercare lo spettacolo, Gesù proclamò beati quelli che senza aver visto credono”

A parte che Gesù non ebbe alcun problema nell’invitare Tommaso a toccare la sua ferita nel costato, conoscendo il suo pensiero, ma da una lettura onesta della Parola di Dio emerge che chiunque si sia avvicinato a Dio chiedendo un miracolo lo ha ottenuto.

4. “Vuoi vedere i miracoli? Vieni nella nostra chiesa oppure vai in Africa oppure segui questo predicatore”

Sono estremamente scettico su queste indicazioni, presso Dio non ci sono favoritismi e in ogni nazione chiunque opera rettamente gli è gradito. Ormai siamo nel Nuovo Patto e non ci sono più templi o luoghi santi, non serve che un altro uomo interceda per me affinché io riceva il miracolo.

5. “Il miracolo più grande lo hai già ricevuto, è la nuova nascita”

Amen, sono d’accordo, ma negli Atti degli Apostoli leggo di miracoli oltre che di nuove nascite.

6. “Dio sa cos’è meglio per te”

Anche questa è una frase fatta ma almeno non contiene contraddizioni. Pensate ad Ezechia: Dio acconsentì ad allungare la sua vita di 15 anni ma forse non a caso quei 15 anni in più furono pieni di esperienze negative.

Ad ogni modo, c’è qualcosa di molto più triste del non essere testimoni di un miracolo, e cioè esserlo senza cambiare il proprio atteggiamento verso Dio. Gesù condannò severamente le città impenitenti in cui aveva compiuto opere potenti, perché grande era la responsabilità, una responsabilità di cui probabilmente Dio non vuole aggravarci inutilmente.

~ by Giovanni Cappellini on maggio 30, 2013 . Tagged: , , , , , , , , ,



2 Responses to “Vedrai miracoli, se crederai”

  1.   Carmela Says:

    Grazie, bellissima e veritiera la tua riflessione, se crediamo vedremo dei miracoli!!!!! Credo anche io che l’obbiettivo di Gesù quando operava dei miracoli era quello di farci capire miracoli più profondi e duraturi, infatti io per esperienza posso dire di aver visto milioni di miracoli, ho visto persone trasformate da Gesù, ho visto come il pane della vita si moltiplica per saziare le anime affamate, ho visto anime paralizzata saltare di gioia quando hanno conosciuto Gesù, ho visto persone prigionieri dei demoni dei vizi essere liberati dalla forza che Gesù largisce, ho visto mani secche, inerte, imparare a donare ed abbracciare dopo aver conosciuto Gesù, ed ho la piena certezza della risurrezione eterna, perchè Gesù e morto ed è risuscitato per dare la risurrezione a vita eterna anche a noi

  2.   frankeyboard Says:

    Hai ragione, questo è un tema molto delicato e spesso oggetto di opinioni che, ahimè, troppo facilmente si trasformano in dogmi.
    La mia personale convinzione è che generalmente si tenda a focalizzare l’attenzione sul miracolo (che innegabilmente Dio è in grado di compiere, pena la sua onnipotenza) non avendo la minima comprensione del perché Dio intervenga.
    Si guarda all’effetto ma si dimentica la causa, la finalità.
    E’ un po’ lo stesso problema che si verifica con gli altrettanto discussi “doni”, sempre molto ricercati (in determinati ambiti) ma di cui spesso si ignora la ragione.
    Con le dovute eccezioni, il soprannaturale solitamente ci viene fornito come “strumento” in una battaglia che non è contro carne e sangue. Battaglia non umana richiede “armi” non umane.
    Certo che se poi in battaglia non si va diventa difficile comprendere a cosa serve un’arma e, in alcuni casi, si può anche arrivare a negare che esista sia l’arma, sia la guerra.

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